

Gli Istituti Tecnologici Superiori sono stati creati per rispondere allo storico disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, con l’obiettivo di portare nelle imprese competenze tecniche aggiornate e immediatamente spendibili. La pubblica amministrazione, tradizionalmente lontana dall’immaginario degli studenti ITS, diventa ora un nuovo sbocco professionale, pur con alcune condizioni specifiche: l’ingresso sarà possibile con contratti di apprendistato a tempo determinato, fino a un massimo di 36 mesi e nel limite del 10% della capacità assunzionale complessiva degli enti.
L’annuncio dello scorso 19 febbraio del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, va in questa direzione. Il provvedimento, che mira a rendere il settore pubblico più attrattivo per i giovani e più funzionale per le amministrazioni, ruota attorno a tre assi: reclutamento, organizzazione e miglioramento dei servizi.
Tra le misure introdotte, quella rivolta ai diplomati ITS è una delle più rilevanti. Gli enti territoriali potranno infatti assumere questi profili come funzionari tecnici, con la possibilità – una volta conseguita la laurea – di trasformare il rapporto in un contratto a tempo indeterminato, previa valutazione positiva del lavoro svolto.
Per sostenere il percorso accademico dei giovani assunti, il decreto prevede il ricorso al progetto “PA 110 e lode”, realizzato attraverso protocolli d’intesa tra Dipartimento della Funzione Pubblica e amministrazioni coinvolte. I diplomati ITS potranno accedere a percorsi universitari con riconoscimento dei crediti già maturati, beneficiando anche di un contributo economico dedicato.
Nato nel 2021 da un accordo tra il Ministero della Pubblica Amministrazione e il Ministero dell’Università, il programma “PA 110 e lode” permette ai dipendenti pubblici di intraprendere percorsi di laurea, specializzazione o master a condizioni agevolate. L’estensione agli studenti ITS inseriti in apprendistato conferma la volontà di creare un canale formativo e professionale stabile e continuo tra ITS, università e pubblica amministrazione.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza aveva evidenziato due criticità della PA italiana: la carenza di personale rispetto alla media OCSE e l’età elevata dei dipendenti, con un picco di 50 anni registrato nel 2019. Un contesto che ha alimentato uno scollamento crescente tra competenze presenti e competenze necessarie per affrontare le trasformazioni tecnologiche, ambientali e organizzative. L’ingresso dei diplomati ITS si inserisce quindi nella più ampia strategia di rinnovamento della PA delineata dal PNRR, che punta su nuove competenze, digitalizzazione dei processi e aggiornamento continuo del capitale umano.
Guardare alla pubblica amministrazione come luogo di innovazione può sembrare, per molti giovani, un cambio di paradigma. Per anni la percezione del “posto pubblico” è stata legata soprattutto alla stabilità economica, a volte accompagnata da stereotipi poco lusinghieri. Ma la PA che sta emergendo dalle riforme e dagli investimenti degli ultimi anni è una realtà che punta su tecnologie avanzate, processi digitali, competenze specialistiche e organizzazioni più agili. In questo quadro, i diplomati ITS – formati per integrare tecnologie, problem solving e applicazioni pratiche – potrebbero trovare un contesto professionale più dinamico e coerente con le proprie competenze rispetto al passato. Contribuire, allo stesso tempo, a costruire una pubblica amministrazione più giovane, competente e orientata all’innovazione.